ANNALISA DIANI

“un breve sogno, senza capo né coda,
senza sopra né sotto, senza dritto né rovescio
dove occorre immaginare tutto... inventarsi tutto...
Poche parole in fila, l'una dopo l'altra, disposte
da sinistra verso destra/ giusto per convenzione/
che scivoleranno libere sotto i tuoi occhi...
occhi liberi di immaginare qualsiasi cosa ...”

tratto da “Annalisa davanti al mare” di Paolo Diani
Non c’è un momento preciso in cui ho deciso di essere e vivere come un artista, posso dire di essere figlia d’arte perché mio padre era un creativo, un uomo libero, ha sempre scritto e vissuto come coloritore facendo diventare il suo mestiere un arte. Sono nata in mezzo ai colori sento ancora l’odore di smalto e sigarette inebriare casa mia. Da bambina amavo sfogliare i fumetti e cataloghi d’arte, le immagini sono sempre state al centro della mia attenzione.
Se proprio dobbiamo dare un inizio al mio percorso, mi piace raccontare che quando avevo solo 4 anni mio padre mi portò alla mia prima mostra, era la personale di Mark Chagall, davanti al quadro “A cavallo rosso” 1938-44, rimasi di sasso davanti a tanta bellezza e libertà. Quando tornai a casa disegnai un gallo che esplodeva di colori e, con quel disegno, vinsi un premio all’asilo. Disegnare è sempre stato il mio modo di evadere, oggi direi meditare. È stato il mio unico punto fermo, la mia unica certezza.
Dopo il diploma al liceo artistico statale Paul Klee di Genova ho iniziato un lungo viaggio, sono andata in Olanda dove ho vissuto per un anno e mezzo, ho incontrato molti artisti e persone che hanno creduto nel mio talento motivandomi a continuare, anche se ero in una fase completamente sperimentale.
Dopo andai a Roma, iscrivendomi alla scuola Internazionale di Comics indirizzo Animazione tradizionale, esperienza estremamente formativa, rispetto alla tecnica e alla professionalità. Alla fine dei tre anni realizzai insieme al mio gruppo un cortometraggio animato di 6 minuti (Athomsphere) proiettato al Romix di Roma nel 2010.
Il mio viaggio continuò e andai in Francia a Parigi accolta da una comunità di ragazzi che mi ospitarono per quasi due anni, e poi ne passai ancora altri due nelle campagne francesi dell’Ardeche.

Dopo quasi 10 anni lontano da Genova tornai indietro per stare con la mia famiglia e portare quello che avevo imparato e raccolto nel mio percorso. In effetti, oggi sono riuscita a far diventare la mia Arte un mestiere: sono partita facendo decorazioni murali (Murales, trompe l’oeil) e vendendo timidamente quadri a olio, per poi iniziare a esporre le mie illustrazioni sulla strada nel centro storico di Genova, fino ad avere una clientela che oggi mi permette di vivere dignitosamente.
Da un anno collaboro con “Il Cane di San Lorenzo” una guida turistica su Instagram, che cerca di dare uno sguardo su Genova grazie alle mie illustrazioni e piccoli aneddoti sulla città. Il filo conduttore è il Cane di San Lorenzo, personaggio di una delle tante leggende della città. Infatti sulla destra della Cattedrale, tra le varie sculture, c’è anche questo piccolo cane ad altezza uomo.
Si racconta che lo scultore della cattedrale durante i lavori perse il suo piccolo amico e per ricordarlo lo scolpì nella pietra. “Un gesto d’amore scolpito nel tempo”.
Parallelamente ho continuato a dipingere sui muri (visto che buon sangue non mente) e oggi anche questo è fonte di grandi soddisfazioni, in questi anni ho sviluppato una tecnica che mi identifica e che soddisfa le esigenze dei committenti.

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